L’errore numero 1 nel marketing

Questo è l’errore numero 1 nel marketing su cui cadono quasi tutti

Quasi ogni giorno, confrontandomi con i clienti mi ritrovo a discutere sulle stesse cose: “quali sono i migliori strumenti di marketing?Dimmi cosa devo comprare e lo faccio“, e domande simili.

Pare che il problema dell’imprenditore sia sempre quello di “acquisire una risorsa, uno strumento” in più, magari quello che lo renderà superiore e vincente sulla concorrenza.

“Mi prendo questi strumenti di marketing strategico, magari li affianco a qualche strumento di marketing tradizionale, e una volta acquisiti posso ritornare al mio lavoro.

Triste verità: potrai andare sul mercato e trovare mille agenzie che ti offriranno infiniti strumenti di marketing digitale, strumenti per automatizzare la tua attività.

Ma lo stesso utilizzo dei social, o di un blog, che sono importantissimi, saranno comunque fatica sprecata perché non avrai ragionato sul punto cardine della tua attività.

errore nel marketing

L’errore numero 1 nel marketing è dimenticarsi di chi sei, cosa fai e soprattutto perché lo fai

“Dimmi che fucile comprare per andare a fare un safari e io lo compro.” 

L’esperienza però mi insegna che il fucile, una volta comprato rimane nell’armadio.

E allora che cosa manca? Manca l’iniziativa di preparare il safari, partire, portare con sè il fucile e saperlo usare all’occorrenza.

E quindi manca il comprendere e fare comprendere perché vuoi fare questo safari.

Questa logica che per me si spiega solo come “deresponsabilizzazione acuta” è il male che uccide la maggior parte delle attività, in questo momento.

Se ad esempio vendi impianti fotovoltaici, la tua unica preoccupazione è acquisire clienti per vendere l’impianto.

Eppure non ti rendi conto che sei un semplice rivenditore: acquisti da un produttore, contatti un cliente interessato, vendi, se hai un partner o un reparto tecnico acquisti il materiale e lo installi.

E questo è il tuo modello di business che orienta la tua rotta sul mercato.

Ora anche tu capisci che nella migliore delle ipotesi sei poco più di un’agenzia commerciale, o magari sei solo quello.

Se hai un’attività di ristorazione, puoi comprare all’ingrosso gli ingredienti, mettere su un menù e fare più o meno bene da mangiare per la gente che passa. Ma alla fine…

Come puoi pensare di andare sul mercato e “fare marketing” su queste premesse? Come puoi pensare che le persone ti riconoscano e distinguano dagli altri mille mila, che come te vanno a rifornirsi dallo stesso produttore e rivendono?

Perché hai la tua attività?

Che cosa ti ha spinto ad iniziare?

Non possiamo andare sul mercato comunicando che siamo i dipendenti della nostra stessa attività, che dipendiamo da questo “business” per  pagare le bollette e mantenere la famiglia. Nessuno comprerà questo nostro sogno, semplicemente perché non è un sogno, è un incubo.

La questione allora non è esattamente “quali strumenti di marketing”.

La questione è: che cosa stai a fare sul mercato?

Se il tuo motore è “vendere il più possibile” questo è un problema perché nessun cliente sceglie un fornitore perché vuole vendere il più possibile.

La dinamica mentale dell’imprenditore è normalmente: 

  1. io faccio questo (e quello che faccio si vende quasi da solo)
  2. tu devi solo far conoscere il mio prodotto (fare pubblicità) e il gioco è fatto. 
  3. La variante è: tu portami i contatti che a chiuderli ci penso io.

Triste da dire, ma il mondo non gira più in questa direzione.

Le persone comprano il tuo prodotto, una volta riconosciuto un bisogno, un problema, un desiderio, se e solo se sapranno che

  • tu hai la soluzione più adatta a loro,
  • se avranno deciso che possono fidarsi di te,
  • se avranno la sensazione che tu sia la persona competente che è in grado di evitare loro problemi e grane.
  • e se per caso i problemi arrivano, dovranno decidere se tu sei in grado di affrontarli e risolverli nel modo migliore.

In definitiva, risolvere i problemi di un’attività che non vende come vorrebbe o come dovrebbe non è mai un problema di strumenti di marketing, è al contrario sempre un problema di quello che io definisco il DNA dell’azienda, un complesso codice genetico fatto di contenuti, valori, idee che danno una identità unica e specifica al tuo business.

Per cominciare andando a lavorare sulla propria missione e visione.

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